IN BICI DA RIMINI ALLA BAIA VALLUGOLA: IL PARADISO TERRESTRE

Uscite

In bici da Rimini alla Baia Vallugola: il paradiso terrestre!

 

Partiamo dal mare per poi tornarci verso sera, piùa Sud, ma con le gambe più stanche.

I primi chilometri, come suggeriscono i bravi, rapporto corto per fare un buon quarto d’ora di riscaldamento.

Appena raggiungiamo la ciclabile del Marecchia aumentiamo gradualmente la velocità e godiamo del silenzio della campagna e del fruscio della brezza sulle frasche.

Raggiungiamo il “Tiro a segno” ed a malincuore ci fermiamo solo per una fetta di torta, ben sapendo che più tardi avremmo trovato una semplice, ma ottima cucina romagnola.

Continuiamo verso Ovest – nella speranza che qualche fuciliere non sbagli mira e ci colpisca alle spalle – ed pedaliamo prima con gli aeromodelli che ci volano sopra la testa e poi con i golfisti che battono concentrati.

Siamo a Giugno e la natura, come una bella donna finalmente disponibile, ci mostra tutto quello che ha nascosto in Inverno.

Un gatto ci attraversa il percorso facendoci quasi andare nel fosso, ma ci offre l’opportunità di vedere che a fianco a noi ci sono un paio di alberi di albicocche che nessuno raccoglie. Non possiamo resistere e ci fermiamo ad assaggiarne un poche…imparagonabili con quelle comprate, una marmellata che riempie tutte le papille del naso e della bocca.

Raggiungiamo Ponte Verucchio per poi affrontare una salita un po’ impegnativa verso Verucchio ( 300 m. slm).

Vicino a noi, inconfondibile, San Marino controlla con lo sguardo la pianura sottostante ed l’Adriatico.

Riprendiamo il tragitto, scendiamo versa la vallata ed andiamo a trovare il Titano ( 500m).

Tra il lusco ed i brusco abbiamo fatto mezzogiorno e ridiscendiamo verso Fratte; da qui, attraverso un ponte a Molino Bernucci e poi seguendo il Conca, ci avviciniamo a Morciano dove, in un parco sotto il paese, c’è un bel ristoro all’aperto: nessuno ci può impedire di mangiare una bella piada con sarde, insalata e cipolla, un richiamo inconfondibile per il boccale di birra!

Il sole è alto e l’ombra delle frasche che ci circondano ci suggerisce di fermarci un bel po’ per evitare di fare bollire gli ultimi neuroni di cervello che l’età ci ha lasciato.

Altra birra e fuori le carte da briscola per evitare di prendere sonno.

La brezza del mare ci raggiunge gradevole come una carezza di Marilyn e non è facile abbandonare l’ambiente e la musica – piacevole e particolare – che ci ha accompagnato.

Dopo aver chiacchierato con altri ciclisti, dopo il caffè, dopo cazzi e mazzi, saliamo in sella ed andiamo a prendere la ciclabile del Conca che ci porta, come tutti i fiumi, verso il mare.

Per evitare il traffico prendiamo poi piccole strade, attravesiamo San Giovanni in Marignano e Tavullia ( potevamo rinunciare ad un saluto a Valentino?), per poi avviarci verso Gradara.

Ponte del Colombarone e poi su verso la Strada della Vallugola che ci porta alla Baia omonima, nostra méta.

Il bagno che segue è come una notte con Brigitte Bardot: indimenticabile!

Relax con lo sguardo verso la Croazia e poi il premio per tanta fatica: cena al “Falco”, con i piedi praticamente nelle acque adriatiche gustando quanto di meglio le stesse ci offrono.

Evviva!

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