IL CAMMINO DELLE PIEVI – LO RACCONTA UNA BLAWALKER

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Oggi vogliamo raccontarvi il Cammino delle Pievi attraverso l’esperienza di una blawalker di nome Ariella.

Ariella con altri camminatori ogni sabato sta facendo una tappa di questo bellissimo percorso. Ma la lasciamo la parola ad Ariella per scoprire cosa vuol dire fare il Cammino delle Pievi.

1) ciao Ariella, presentati, chi sei?  Sono una persona curiosa, a cui piace mettersi in gioco, imparare cose nuove e passare quanto più tempo possibile a contatto con la natura. La natura mi ha sempre affascinato perché sa offrire spettacoli meravigliosi ed esperienze entusiasmanti.  Inoltre è spunto incredibile per poter crescere come persona. La natura ci ricorda che ci sono ritmi che per l’uomo sono molto benefici, che l’essenziale infondo è fatto di cose semplici. La natura non si conquista, ma ci permette di conquistare il ritrovarsi con sé stessi.

2) Da dove è nata l’idea di fare il cammino delle Pievi? L’idea è nata dal desiderio di scoprire posti in cui non ero mai stata e di poter anche imparare di più sulla storia esull’arte della Carnia. Forte era anche poi il desiderio di fare un cammino che fosse momento di introspezione e riflessione. Ho sentito spesso parlare del Cammino di Santiago e di quello Celeste. Ma ho scelto quello delle Pievi perché la Carnia e la zona delle Dolomiti Friulane è un luogo per me di tanti bellissimi ricordi.

3) Con chi lo stai facendo?  Sul sito http://www.camminodellepievi.it/ ci sono le date delle visite guidate. Un gruppo più o meno numeroso che di volta in volta è un piacere ritrovare. Ho avuto così anche il modo di conoscere persone meravigliose.

4)Cosa vuol dire dentro di te fare il Cammino delle Pievi? Vuol dire tante cose: in primis è stato un modo per mettermi alla prova a livello fisico: alcune tappe sono lunghe e impegnative. Un modo quindi per sperimentare i miei limiti. Questo mi ha permesso di sentirmi più sicura e fiduciosa nelle mie capacità. Inoltre questo appuntamento fisso del sabato in mezzo alla natura mi da il modo di staccare dai ritmi della routine, di passare delle ore preziose in silenzio, a respirare con calma: sana meditazione anti stress e benefica consapevolezza interiore.

5) Il  tuo ricordo più bello? Fra i tanti scelto quello della tappa che ci portava a Casera Razzo. Il gruppo era molto avanti. Io ero indietro a far
compagnia ad una persona che nella salita da malgaTragonia era affaticata. Al termine della salita avevo da un lato il gruppo che aveva già iniziato la discesa e dall’altro, indietro di un 10/15 minuti la persona che aspettavo. Per circa cinque minuti non ho visto nessuno, quasi fossi sola. Non vedevoneanche la malga. Solo la diversità del paesaggio di quel luogo incantevole. Il vento, le nuvole e l’odore dell’erba. Un silenzio naturale, intenso. Ho chiuso gli occhi, ho respirato piano, consapevolmente: mi sono sentita profondamente viva, un tutt’uno con ciò che mi circondava, in totale armonia con l’ambiente. E’ stato davvero magico. Un’emozione che mi commuove anche ora che ne scrivo il ricordo.

6) Ci sono parecchie tappe di montagna. …lo consiglieresti anche a chi non ha preparazione fisica? Il gruppo che accompagna finora ha sempre dato importanza allo sperimentare il percorso e al vivere l’esperienza compatibilmente con il proprio livello fisico. Ad esempio la tappa da Forni di Sopra è stata agevolata dalla salita in seggiovia (il dislivello è impegnativo). Tenuto conto di questo c’è da dire che se non altro ci vuole predisposizione a camminate molto lunghe in termini di tempo. Io non ho grandissima preparazione fisica, concalma finora ho fatto le tappe nonostante il mio peso.Tanta stanchezza, ma molto ripagata dall’esperienza. Mi ha aiutato anche il partire con ordine dalla prima tappa, così mi sono un po’ allenata per quelle successive. Lo sconsiglierei a chi non è abituato almeno a camminare per alcune ore consecutive e a chi è proprio un neofita della montagna (alcuni sentieri sono stretti). Ci vuole un po’ di adattamento e spirito di avventura. Con il mio gruppo c’è una ragazza disabile. E’ il terzo anno che fa il cammino. Sua mamma la porta spesso a camminare. Con un po’ di auto questa ragazza dimostra come i limiti alle volte siano più teorici che reali. Sul sito indicato prima ci sono le tappe descritte molto bene anche in termini di durata e dislivello. Così ognuno può in autonomia e responsabilmente valutare la fattibilità del percorso.

7) prossimi obiettivi?  Sono a metà del percorso. L’obiettivo è quello di riuscire a finirlo. Per me sarebbe un grandissimo traguardo personale.

Mi raccomando Ariella, inserisci le prossime tappe su blawalk!!! ….noi del team blawalk dopo che ci hai detto non vediamo l’ora di unirci a te. Complimenti e grazie.

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