ANELLO DEL MONTE SABOTINO

Guide

Pochi chilometri a nord di Gorizia si trova il Parco della Pace del Monte Sabotino e vi consiglio di visitarlo. Partendo da Solkan, con 3 ore di camminata farete un giro splendido dal punto di vista paesaggistico e storico.Camminerete poco sopra il Fiume Isonzo, visiterete il Parco della Pace dove troverete   diversi lavori di trinceramento, gli osservatori italiani ed austro-ungarici e le postazioni per cannoni.

Panorama incredibile in cima sia verso il Monte Santo che su Gorizia, il Monte Calvario e l’Ossario di Oslavia.


Descrizione dell’escursione

Io ho lasciato l’auto a Solkan. Attraversate il ponte sul fiume Isonzo, dopo poche centinaia di metri in salita lungo la strada  sulla sinistra troverete un sentiero. Questa stradina scende per qualche metro verso l’Isonzo, è un ciclabile molto frequentata. Da qui in poi non potete sbagliare. Camminate per circa 1 km sulla ciclabile. In basso sulla vostra destra vedrete l’Isonzo.

 

A un certo punto sulla vostra sinistra troverete un sentiero con indicazione SABOTIN. Prendetelo. Sale deciso ma con pendenza costante, sono circa 500 metri di dislivello. Il sentiero non è difficile ma richiede un po’ di cautela. In circa un’ora arriverete in cresta (c’e’ anche un bel agriturismo). Per arrivare in cima dovete fare ancora poca strada. La potrete vedere sulla vostra sinistra. Raggiungetela. Continuando ancora per qualche minuto sulla cresta, è possibile arrivare alla caverna dell’8^ divisione italiana e poi scendendo ancora raggiungerete Quota di San Valentino (538 metri s.l.m.). Da li per un ripido ma panoramico sentiero con una vista favolosa sulle colline e la città di Gorizia ritornate a Solkan.

Calcolate ¾ orette. Indispensabili gli scarponi.

 

Link consigliati: ITINERARI DELLA GRANDE GUERRA

CURIOSITÀ’ DA WIKIPEDIA

1) Conquistato dagli italiani il 6 agosto 1916, durante la sesta battaglia dell’Isonzo, con un assalto di fanteria attraverso alcuni cunicoli scavati nella roccia nei mesi precedenti. Proprio in quella occasione si mise in luce come abile stratega militare il giovane tenente colonnello Pietro Badoglio, che per i suoi meriti sul campo verrà poi premiato con la promozione a maggior generale del Regio Esercito insieme al conferimento del titolo nobiliare di marchese del Sabotino.

2)Nel 1978, sulle pendici slovene del monte, a poche decine di metri dal confine italiano, fu realizzata una grande scritta in pietra “Naš Tito” (“Il nostro Tito”) dedicata a Josip Broz Tito, con lettere alte 25 metri e lunga circa 100, facilmente visibile anche a chilometri di distanza e in particolare dalla parte italiana della vallata di Gorizia. La scritta, simile a diverse altre realizzate in quel periodo nel territorio dell’ex Jugoslavia, anche vicino al confine[2], aveva un chiaro intento propagandistico, rivolto in particolare verso le popolazioni oltre confine. Dopo il crollo dell’ex Jugoslavia e l’indipendenza della Slovenia la scritta ha subito diverse vicissitudini, in cui periodi di abbandono hanno fatto seguito a periodi in cui la scritta è stata resa nuovamente visibile, a periodi in cui è stata parzialmente o anche totalmente modificata, talvolta ad opera di attivisti o anche ignoti. Per un certo periodo è stata modificata in “Tito Slo“, quindi “W Tito” o ancora in “Naš Fido” (“Il nostro Fido”); nel 2013, per un certo periodo è stata modificata in “Vstaja” (in sloveno “rivolta”)[3][4], in concomitanza con l’estendersi in Slovenia di un movimento di protesta causato dalla crisi economica. Dal 2014, la scritta è semplicemente “TITO” a lettere maiuscole, facilmente visibile dal territorio italiano[5].

 

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