Il monte Dindon

Guide

Non cercatelo tra i monti del Friuli Venezia Giulia.

Non c’è.

Quando metto piede su un sentiero, diventa un po’ più mio, non è più solo un sentiero su una mappa o un itinerario letto su un blog o su un libro.

Ma non mi era ancora capitato di dare anche un nome ad un monte (tranquilli,  vi svelo il vero nome tra poco).

E’ una domenica pomeriggio.

Andiamo sullo Joanaz? Ma no dai, ci siamo già stati tante volte. Facciamo qualcosa di diverso.

Mi hanno detto di un monte che in effetti vedo spesso quando vado in Carnia e lo riconosci bene. C’è il tricolore sul versante che accoglie chi arriva da Udine.

Si parte da una torbiera, il cui panorama già soddisfa. I vasti prati e gli stavoli ti fanno sentire il desiderio di fermarti per rilassarti e godere della natura, cercando quel benessere vitale che tra le mura immobili di casa non c’è.

Dove si lascia la macchina si vedono già le segnaletiche (verde bianco: faranno compagnia anche lungo tutto l’itinerario).

“Andiamo sul Dindon?” …3 secondi di silenzio perplesso… scoppio di risate.

“Ma no, non è il Dindon, è il Monte Dobis”

Ormai è fatta, il monte è per noi il monte Dindon.

La salita oggi è scivolosa, ha piovuto. Ma nulla di infattibile.

Il bosco fa compagnia e l’aria è ottima.

In 4 ore con molta calma, tra foto e risate, si percorre un anello che dalla Torbiera di Curiedi porta sul Monte Dobis, da lì si scende fino a Fusea passando per Som lis Voris, per risalire sempre attraverso il bosco fino al parcheggio (l’indicazione Curiedi è proprio appena fuori dall’abitato, vicino alla strada). L’orario della mia percorrenza è estremamente ampio, mi sono presa il tempo per osservare fiori, colori, respirare con lentezza, toccare alberi e far correre i miei due levrieri whippet. Piacevole anche far due passi nell’abitato di Fusea: da un balcone un signore tutto contento ha mandato un caloroso saluto. Che bellezza questi scorci d’anima.

Ritornando alle auto notiamo che c’è un’altra indicazione per salire al Dindon, ehm, no, al Dobis: chissà, magari la prossima volta si può fare questa ed arrivare anche al Cuel Maior.

Da segnalare nell’ampio panorama la vista alla Pieve di San Floriano, prima tappa del Cammino Delle Pievi.

Se la mia vista non mi ha tratto in inganno si vede anche la Pieve di Santo Stefano, quella di Cesclans.

Rientrando con le auto verso Tolmezzo, si nota anche la Pieve di Santa Maria Oltre But, seconda Tappa del Cammino Delle Pievi.

Segnalo che l’itineraio percorso l’ho poi trovato su questa mappa: http://caitolmezzo.it/da200a2000m-cartina.pdf

Info Cammino Della Pievi: https://www.camminodellepievi.it/

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