Strane creature di boschi banditi in Friuli Venezia Giulia

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“Queste cose che mai non furono, sempre saranno” Sallustio, Sugli dei e sul mondo.

I boschi sono luoghi di leggende e memorie dell’uomo che s’ intrecciano con gli archetipi della natura e l’immaginazione.

Siamo a Valle di Soffumbergo.

Un sentiero semplice porta nel bosco, alla scoperta di origini di nomi e racconti.

“In quel tempo, il tempo del Lintvert, camminando nel bosco, se incontravi qualcuno, questi poteva essere un animale, uno straniero, un antenato, un dio. O te stesso, sotto un’altra forma”. Così recita un pannello descrittivo che si incontra lungo il sentiero del Ban. Questo bosco un tempo era bandito, riservato ad un Signore. La comunità non  ci poteva accedere. Ora invece questo bosco antico la cui natura è stata forse anche preservata da tanti anni di marginalità, diviene un bene collettivo per esperienze di natura. E forse, come recita saggiamente il testo del pannello, incontri te stesso.

 

 

Io ho lasciato l’auto nel piccolo parcheggio prima del cimitero di Valle, godendo di un tratto di sentiero molto rigenerante prima di arrivare in paese. Anche il mio whippet ha apprezzato.

Ma si può lasciare l’auto anche più avanti.

 

Vicino alla Chiesa di Valle parte l’anello del Ban, ben segnalato ed evidente, di facile percorrenza.

Ad un tracco ecco che si incontra una strana creatura:

“Così, in quel tempo, anche dio era insieme giorno e notte, fuoco ed acqua, pace e guerra, maschio e femmina. Proprio in quel tempo comparve il Lintvert…Lo avevano preceduto alcuni fratelli: Leviatan, il Drago che si oppose a dio quando volle separare l’acqua dalla terra e venne incatenato nell’abisso; l’altro drago, quello che custodiva le mele d’oro nel giardino delle Esperidi” spiega il pannello.

Il sentiero continua nel bosco, respirando memorie e lasciando che il corpo contatti la natura.

Io sono stata in pieno inverno, dopo piogge e la seconda parte dell’anello era scivolosa. Ma anche si tornasse indietro per la prima parte del sentiero, la gita la vale tutta.

Il dislivello è contenuto e l’anello si percorre in un paio d’ore fermandosi a gustare ed assaporare con i sensi tutto il suo percorso. Con passo diverso, un’oretta è sufficiente.

Si trovano alcune info anche a questo link: http://www.circondatidallanatura.it/luoghi-ban.html

 

Articolo di Ariella Colavizza

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